Onlus
PROGETTO CASA ISA
Per sostenere ARA ONLUS a raggiungere il loro obiettivo.
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A.R.A. onlus - IBAN: IT26E0335901600100000137047
specificando nella causale “Donazione per CASA ISA”


                                                CASA ISA, la Casa per il Dopodinoi



L’incontro fra Alessandra e ARA, l’associazione di famiglie nata per costruire una casa dove i figli autistici potranno vivere in autonomia, nasce la sera del 14 novembre 2017 quando Le Iene lanciano un servizio su Italia 1, servizio che potete vedere anche voi qui. Da quella sera tutto è cambiato per ARA - Associazione Risorse Autismo Onlus: decine di offerte di aiuto, centinaia di messaggi di solidarietà (a testimonianza che il nostro Paese sa anche essere straordinariamente vicino a chi soffre) e… un messaggio di Alessandra Amoroso! 
La grande emozione dei genitori, da anni impegnati in una durissima lotta per garantire ai figli un futuro dignitoso e di qualità, è diventata euforia nel vederla arrivare al cantiere appena iniziato di CASA ISA, a Roma, in una bella località appena fuori del GRA sull’Ardeatina.
La storia che lei ha ascoltato la raccontiamo a voi, ed è una storia di resistenza, dolore, volontà, e di tanto, tanto AMORE.
ARA nasce dall’unione di sette famiglie con figli affetti da sindrome autistica grave e il suo progetto è molto semplice e CONCRETO: costruire una casa famiglia per i ragazzi, una casa per il loro futuro che possa diventare simbolo di speranza e un sicuro rifugio quando i genitori non ci saranno più, nel cosiddetto DOPODINOI. Dovete sapere infatti che una delle angosce maggiori per chi ha un figlio o una figlia autistica è proprio la mancanza di prospettiva: chi si prenderà cura di loro, chi potrà sostituirli negli affetti e nella vita quotidiana? Ogni genitore vuole lasciare una casa ai propri figli, immaginate come possa sentirsi chi ha un figlio autistico, nella maggior parte dei casi incapace di compiere gli atti di vita quotidiana, e dove perfino lavarsi i denti può essere un problema. Davanti a una montagna da scalare così ostica, i genitori di ARA si sono costituiti in Associazione Onlus, hanno condiviso i loro risparmi e deciso di intraprendere la lunga battaglia per trovare, restaurare ed aprire una casa adatta alle necessità dei figli, LA LORO CASA PER IL RESTO DELLA VITA. Così, dopo anni di sacrifici e ricerche, finalmente ecco apparire un “meraviglioso rudere” di circa 300 mq su un terreno di 1800, immerso in una zona piacevole, misto residenziale e agricola, alle porte di Roma. Un immobile da restaurare totalmente, permessi da chiedere, burocrazia da affrontare. E tanto tempo da impegnare nell’opera, con l’aiuto di valenti architetti e con la consulenza di chi si occupa dei ragazzi dal punto di vista scientifico e comportamentale. Un’opera iniziata nell’aprile dello scorso anno, un cantiere aperto a gennaio 2018 e una previsione di lavoro che arriva al 2019.
Intanto, i genitori vivono nell’ansia dell’attesa, per fortuna costellata di notizie che aprono il cuore come quella di essere presenti in questo fantastico sito di solidarietà, la Big Family di Alessandra! L’obiettivo è quello di portare a termine i lavori: non essendo formata da famiglie facoltose, ARA ha potuto acquistare casa e terreno e iniziare la lunga operazione di consolidamento strutturale, un’opera di per sé piuttosto onerosa e lunga. Ma per passare agli impianti e alle opere di restauro superficiale serviranno risorse nuove ed è qui che Alessandra entra in scena: la richiesta è quella di consolidare CASA ISA, farne il nido che tutti sognano, creare un modello che possa essere replicato da tante famiglie con autismo in attesa di sistemazione. Una piccola ma immensa opera di solidarietà.
Servono risorse per:
1. Impianto fotovoltaico (per renderà CASA ISA eco-sostenibile ed energeticamente autonoma)
2. Impianto elettrico
3. Impianto idraulico
4. Ascensore esterno
5. Opere varie (massetti e pavimentazioni)
6. Bagni e cucine
7. Infissi, porte e finestre
8. Impianti termici
9. Finiture esterne ed interne (intonaco, tinte)
10. Sistemazione giardino ed orto
11. Creazione di un forno esterno

CASA ISA è un progetto in pieno svolgimento, che potete trovare sul sito dell’Associazione www.ararisorseautismo.it e che è continuamente aggiornato sulle pagine di Facebook e Instagram. E’ un progetto che prevede piani personalizzati per ogni ospite e che vuole restare a disposizione per sempre alla causa della lotta all’autismo per migliorare la qualità della vita di chi soffre di una sindrome così grave. - organizzazione di una vita autonoma con propri spazi; - cura della propria persona con interventi terapeutici appropriati; - attività occupazionali nel rispetto delle caratteristiche personali; - alternative ludiche e di tempo libero al lavoro; - rapporto stabile ed affettivamente positivo con la famiglia di origine. CASA ISA garantirà, nel rispetto dell’autodeterminazione e della dignità della persona ospite ed in un’ottica progettuale integrata con la rete dei servizi, una qualità della vita e un’assistenza orientata al raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile, nonché la piena integrazione sociale nel territorio. I progetti terapeutici e occupazionali sono tanti e le famiglie di ARA non vedono l’ora di poterli intraprendere: dal giardino all’orto, dall’artigianato alla cucina, dallo sport alla musica fino al teatro. La qualità della vita di una persona autistica dipende davvero tanto dalle risorse disponibili ed è per questo che siamo qui a raccogliere non solo sostegni e partecipazioni, ma anche solo un sorriso o un abbraccio fraterno. Un abbraccio per tutti i genitori, i fratelli, le sorelle, per tutti i famigliari e i compagni delle persone autistiche. Per tutti coloro che sono protagonisti di storie nascoste, troppo spesso affrontate in totale solitudine. Per tutti quelli che ogni giorno devono improvvisare stratagemmi di resistenza. Per chi ha cercato soluzioni ma ha trovato delusioni, per chi attende una notizia, una terapia, una risposta. Per chi, malgrado tutto, sorride. Per chi ha smarrito il Tempo. Per chi il Tempo lo ha ritrovato. Per tutti quelli come Gianluca, Matteo, Enrico, Alessio, Manuel, Daniele e Julian. Perché non siano più invisibili in questo mondo. Per sostenere il progetto scrivi a info@ararisorseautismo.it con oggetto “Sostengo Casa Isa”. In alternativa puoi donare tramite bonifico bancario direttamente sul conto di A.R.A. - Associazione Risorse Autismo Onlus al seguente IBAN: IT26E0335901600100000137047 specificando nella causale “Donazione per CASA ISA”. Se a seguito di una donazione hai bisogno di una ricevuta per la detrazione fiscale inviaci i tuoi dati, con i dettagli di pagamento a: info@ararisorseautismo.it In alternativa puoi devolvere il Cinque per mille al Codice Fiscale 97551030584

La Vasca Bianca
Storia di ARA – Associazione Risorse Autismo

La fondazione di ARA, la nostra associazione di genitori di persone autistiche, è segnata da una “parabola” semplice e curiosa assieme, una di quelle piccole storie che significano molto per noi e trasmettono la nostra identità. La storia risale al 2003, e la protagonista è Isa, nostra associata più anziana, con i figli Valerio (Asperger) e Enrico (autistico al 100%). Quella della “vasca bianca” è anche una delle storie più emblematiche di quanto l’amore per i propri figli possa superare ogni barriera e migliorare il mondo attorno a noi: perché così è, se crediamo che ognuno possa e debba fare la sua parte per renderlo più vivibile per tutti. Enrico era abituato a lunghi bagni ristoratori e distensivi - lui che era stato un autistico molto violento nei confronti degli altri componenti della famiglia – in una vasca bianca, smaltata, come quelle di tanti bagni che conosciamo. Alla morte del padre, nel 2003, Enrico aveva 29 anni ed era al culmine della sua parabola di aggressività. Con una piccola ristrutturazione dell’appartamento, arrivò invece una bella vasca a mattonelle colorate, in apparenza ancora più confortevole. Ma lui, abituato alla vecchia vasca, non smetteva di invocarla continuamente e si rifiutava di entrare in quella nuova.
“La vasca bianca, la vasca bianca!”, era la nenia continua con cui Enrico esprimeva il suo dolore e la sua richiesta di aiuto. Nel frattempo Isa, vedova e alle prese con due figli con grave disagio, aveva già intrapreso mentalmente il percorso del “Dopodinoi”, quella visione che mira a organizzare il futuro dei proprio figli quando noi non ci saremo più: la decisione di affidare Enrico a una casa famiglia, dove avrebbe potuto vivere per sempre, diventò inevitabile. La mancanza della “vasca bianca” era diventata nel frattempo drammatica: Enrico era capace di distruggere il bagno, rubinetti compresi, in preda a crisi frequenti di violenza. Fu quello il momento in cui Isa decise che la casa di Enrico e di altri ragazzi come lui doveva avere una “vasca bianca”, e non solo una doccia come spesso accade nelle residenze di questo tipo. Da questa esigenza improrogabile nacque un’idea di Casa che possa accogliere tutti i ragazzi come Enrico, in preda a crisi che derivano da bisogni inespressi e inesprimibili: perché Enrico e i suoi “fratelli” autistici non sanno comunicare il proprio disagio, qualunque esso sia. Così, dal 2007 ad oggi, ad Enrico si sono aggiunti Gianluca, Alessio, Matteo, Alessio, Julian, Daniele e Manuel, per vivere una CASA CHE ANCORA NON C’ERA FINO AD APRILE SCORSO, quando ARA ha potuto finalmente acquistare un terreno e un immobile quasi in rovina, ma con i requisiti giusti per poter diventare una vera casa-famiglia approvata a norma sanitaria. La nuova Casa-Famiglia, che abbiamo chiamato Casa Isa, sorgerà a Spregamore, una zona molto bella dopo il Divino Amore a Roma, sulla via Ardeatina, con l’apporto di tutti soci e su un progetto ideato dagli amici architetti Giuseppe De Boni e Ugo Colombari. Perché siamo qui? Perché i nostri fondi bastano solo a ristrutturare la casa per un terzo. Abbiamo tutte le carte in regola e abbiamo già avuto una prima e commovente serie di offerte di aiuto dopo un servizio delle Iene che ha raccontato le storie dell’autismo e del nostro sogno, ma siamo ancora a metà del percorso! Tutti i genitori desiderano lasciare una casa ai propri figli e figlie, immaginatevi come lo vogliamo noi, che abbiamo passato gli ultimi dieci anni a lavorare per questo progetto. Aiutateci allora a costruire una casa attorno alla “vasca bianca” di Enrico e degli altri ragazzi autistici: sarà una casa che durerà nel tempo, per tutti coloro che verranno.
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